La “sfida” delle cannule al San Bortolo di Vicenza. Il Dg Pavesi: “Da cartelle cliniche nessun riscontro di procedure scorrette”

La “sfida” delle cannule al San Bortolo di Vicenza. Il Dg Pavesi: “Da cartelle cliniche nessun riscontro di procedure scorrette”

La “sfida” delle cannule al San Bortolo di Vicenza. Il Dg Pavesi: “Da cartelle cliniche nessun riscontro di procedure scorrette”
La Ulss al nostro giornale: le indagini sono state “approfondite” ed hanno rilevato che le procedure effettuate dai professionisti sotto accusa e citati nelle chat che hanno fatto scattare l’allarme sono state “tutte appropriate”. Dalla Ulss solo 2 richiami per uso del telefono personale durante l'orario di lavoro. Ma per il Dg Pavesi la vicenda resta “di estrema gravità, al di là del fatto che gli episodi siano effettivamente avvenuti o meno”.

“È una vicenda di estrema gravità, al di là del fatto che gli episodi siano effettivamente avvenuti o meno. Non appena ne siamo venuti a conoscenza ci siamo immediatamente attivati, portando avanti con determinazione una doppia azione. Da una parte abbiamo indagato, incrociando date e orari della chat con le cartelle cliniche, per capire se ci sono stati dei comportamenti inappropriati, dei quali non abbiamo trovato riscontro. Ciò nondimeno abbiamo aperto un procedimento disciplinare che si è concluso con rapidità, nei limiti di quelle che sono le prove raccolte. Abbiamo inoltre trasmesso tutta la documentazione agli Ordini Professionali competenti”. Così il Direttore Generale dell'ULSS 6 Vicenza Giovanni Pavesi interviene sul caso sollevato ieri dal Giornale di Vicenza che accusava 8 tra medici e infermieri del pronto soccorso dell’ospedale San Bortolo di avere lanciato una sfida sulle cannule inserite ai pazienti e di averla commentata, con battute e risate, in una chat telefonica.

Ulteriori chiarimenti al nostro giornale sono stati forniti dall’ufficio stampa dell’Azienda che, confermando provvedimenti lievi solo nei confronti di 2 professionisti per “utilizzo del telefono personale durante l’orario di lavoro”, assicura che le indagini svolte dalla direzione per accertare i fatti sono state “approfondite” e che le prestazioni effettuate dai professionisti citati nelle chat telefoniche che hanno fatto scattare l’allarme sono risultate “tutte appropriate”. Secondo l’azienda, dunque, non ci sarebbe stato, da parte dei medici e degli infermieri, alcun tentativo di infilare cannule non necessarie al solo scopo di vincere una sfida. “Per quanto di sua competenza, l’azienda ha fatto tutto ciò che era necessario per chiarire la vicenda”, rimarca l’ufficio stampa, spiegando che ulteriori provvedimenti saranno eventualmente decisi dagli Ordini e dai Collegi di competenza.

Nella nota, il Dg Pavesi conclude inviando un “pensiero” ai “cittadini e in particolare a quelli che possono essere stati oggetto della vicenda, ai quali vanno le scuse di tutta l'Azienda. A tutti i vicentini però voglio dire che possono e devono continuare ad avere fiducia nel Pronto Soccorso dell'Ospedale S. Bortolo, perché la superficialità di 8 operatori non deve inficiare il lavoro quotidiano di uno staff composto da 21 medici, 50 infermieri e 21 operatori socio-sanitari”.

29 Aprile 2016

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